metodoventura
il blog di franco ventura

orzoslip a prato

 

ORZOSLIP! per Emergency

Antonio Carluccio
Attilio Fontana
Franco Ventura
Gabriel Zagni
e
Leonardo Cesari

alla festa dell'Unità
a Migliana - Prato (Firenze)

venerdì 30 giugno 2006
ore 23
(dopo la partita Italia-Ucraina)

 

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franco ventura band

FRANCO VENTURA LIVE
Giovedì 8 Dicembre 2005
ore 21,30
Club MG . Mercati Generali
Via Ostiense 137 (Nei pressi di Via Libetta)

Presentazione Nuovo Disco Vicoli

Entrata con consumazione 10 Euro

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ORZOSLIP DAL VIVO AL CLUB MG

MERCATI GENERALI

http://www.mercatigeneraliroma.it/

giovedì 24 novembre 2005

ore 21,30

Via Ostiense 137 (Vicino a Via Libetta) - Roma

Entrata con Consumazione Obbligatoria 10 Euro

interverranno gli ORZOSLIP stessi
Antonio Carluccio - voce, chitarra acustica
Attilio Fontana - voce, chitarra elettrica
Franco Ventura - chìtarra solista acustica e chitarra classica
Gabriel Zagni - voce, basso
Carlo Di Francesco - percussioni
Fabrizio Fratepietro - batteria

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orzoslip in concerto

domenica 11 settembre alle ore 22

orzoslip! in concerto

al classico village

via libetta 3

roma ostiense

ingresso 8 euro

mettetevi in lista nei commenti

per ottenere la riduzione a 5 euro


clicca sulla foto per i testimonial orzoslip:

alessio e frank

orzoslip performanti:

antonio carluccio,  voce e chitarra acustica
attilio fontana, voce e chitarra elettrica
franco ventura, chitarra acustica e classica
gabriel zagni, voce e basso elettrico

carlo di francesco, percussioni
luca trolli, batteria

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Venerdì 19 Agosto 2005  presento il mio nuovo disco VICOLI al Classico Village. Via Libetta, 3 - Roma Ostiense.  Vi aspetto  alle ore 22.

http://www.classicovillage.net/default.asp?evento=19

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sensazionale 

La forza della musica ti sale dentro quando le persone che ammiri ti dimostrano la loro stima. A me è successo quando ho incontrato Tony Mimms.
A lui dedico il mio ultimo lavoro:

v i c o l i

Vicoli è la strada, i dubbi, le intuizioni, gli sbagli,  le gratificazioni,  gli amori.

Vicoli è la mia vita di musicista il mio incessante girovagare alla ricerca del qualcosa in più che appaghi la mia ansia congenita, quel qualcosa in più che è come una magica spezia che hai bisogno di ritrovare alla fine di ogni sogno... e che ti costringe a cercare!

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Franco Ventura

Franco Ventura è uno dei chitarristi italiani più apprezzati. Svolge attività di chitarrista alternando al lavoro di sala di registrazione e performances live, quello di autore e produttore artistico.

intervista a Franco Ventura

"La mia vita a sei corde"
di Cristiano Fattorini

Franco Ventura, classe 1951, romano cresciuto nella periferia sud della Capitale. Ha collaborato con i più grandi nomi della canzone italiana, da Mia Martini ad Eros Ramazzotti, fino a Marina Rei e Neri per Caso, senza dimenticare la passione per il jazz.
Oggi, non disdegnando le tournée e la televisione, è un apprezzato insegnante che con alcuni amici colleghi ha fondato una scuola nel centro di Roma, dove lo abbiamo incontrato.

Riesci a ricordare tutte le tue collaborazioni dopo 36 anni di attività?

“C'è stato un periodo tra il 1978 e la fine degli anni ‘80 molto intenso per chi faceva la nostra professione. Mi riferisco ad un momento che non aveva ancora visto l'evoluzione tecnologica. Facevamo turni in sala di registrazione dalle dieci del mattino fino a mezzanotte e ci capitava di registrare così tanti dischi che è impossibile ricordarseli tutti. Giorni fa mi è addirittura ritornata in mente "Cocktail d'amore" di Stefania Rotolo, una vecchia sigla televisiva con un bellissimo riff di chitarra (che chi ha visto "Le fate ignoranti" di Ferzan Ozpetek, avrà certamente riconosciuto – n.d.r.). Se vuoi è una cosa minore, però per noi artisti anche queste pagine rappresentano un momento importante perché il ricordo è legato alle persone con cui si è lavorato, ai colleghi che ti hanno stimato, indipendemente dal successo”.

A quanti anni hai cominciato?

“Avevo otto anni e mio padre Saturno sognava per me un futuro da musicista. Ha scaricato su di me il fardello di questo desiderio frustrato dall'impiego in banca, cosa che io non faccio assolutamente con i miei figli. Mentre lui suonava da autodidatta nelle orchestrine, io suono perché non potrei farne a meno, anche se è difficile vivere con un mestiere dove non esiste lo stipendio fisso”.

Cosa ricordi del mondo musicale attraversato da tuo padre?

“C'erano abitudini del tutto diverse da oggi. Ci si incontrava in un posto, per procacciarsi il lavoro, chiamato ‘la galleria’… e chissà che non fosse Galleria Colonna, dal momento che era in centro! Mi ricordo poi da ragazzino le feste private, in particolare una sull'Aurelia, ricchissima, dove mi fecero esibire come cantante. Feci due pezzi accompagnato dalla band di mio padre e la gente andò in visibilio. Ho ancora le foto in pantaloncini corti. Ma la cosa più divertente è stata quando mio padre ha fatto ristampare una foto di Pierino e il suo complesso, gruppo di cui faceva parte, con un altro nome: Saturno e i suoi satelliti!!!”

Il primo contratto quando è arrivato?

“Doveva essere il '65; firmai in duo con mia sorella un contratto con la RCA, come cantante. Facemmo un Cantagiro strepitoso dove c'erano l'Equipe 84, i Corvi, i Rockes, era l'anno di "Ma che colpa abbiamo noi". Per me è stato folgorante, la nostra carovana passava da una città all'altra accompagnata da un cordone di gente ai bordi delle strade. Io avevo quindici anni e non ero preparato per niente a quel modo di vivere, il salto da casa mia, dal primo anno di ragioneria alle macchine di lusso e agli autografi fu più negativo che positivo. Ma capii il pericolo, lasciai quella vita e mi misi a studiare la chitarra”.

Che atmosfera si respirava alla RCA in quegli anni?

“Era un punto di riferimento per la discografia mondiale. I gruppi selezionati in Inghilterra dovevano passare sempre e comunque da Roma. Mi ricordo i Rockes che arrivavano in Rolls-Royce perché "Ma che colpa abbiamo noi" vendeva due milioni di copie! Venivano Frank Sinatra, Perry Como, Neil Sedaca e Paul Anka… Ennio Morricone suonava la tromba e cominciava ad arrangiare pezzi come "Sapore di sale" di Paoli”...

La tua prima tournée importante fu con Nada. Dopo cosa accadde?

“Mi cominciavo a dire che ero un talento ma anche che questo non era sufficiente. Vedevo i professionisti e mi rendevo conto che loro davvero avevano una preparazione adeguata. La mia scelta, a quel punto, cadde sui night-club perché avevo voglia di suonare tutte le sere. L'intrattenimento cominciava alle dieci di sera fino alle quattro del mattino. Ma questa parentesi durò poco più di un anno, tanto per non ‘imbastardirmi’ troppo”.

E arriviamo così a Mia Martini…

“La tournée era quella di "Piccolo uomo", all'inizio degli anni ‘70, con cui lei rimase molto tempo in vetta alle classifiche. Furono 92 date straordinarie in un'Italia piena di balere, dove si poteva ancora suonare. Il musicista era un performer, attaccava il jack e si partiva, ed anche tutta quella moltitudine di gente che affollava i locali aveva un desiderio di aggregazione spaventoso. Fu così fino a che la musica non presero a farla i disc jockey”.

Ma tu forse eri ancora alla ricerca di qualcosa, anche di una tecnica più affinata...

“Certamente, e fu così che andai a fare esperienza in Giappone per un anno. Capivo che studiare chitarra classica non mi sarebbe servito per quello che mi veniva richiesto. Volevo imparare da solo, comprando dischi e tirandomi giù le parti. Ma il fulcro, secondo me, rimaneva il lavoro in sala. Volevo puntare a quello. Non c'è cosa più bella della stima dei colleghi. E andò così, mi chiamavano perché ero bravo nelle ritmiche. Fino a che si cominciò a dire che ero ferrato praticamente solo in quello, che armonicamente si poteva trovare di meglio. Questo solo perché prediligevo certe cose. Mi misi a studiare sul serio, mi interessava la musica scritta. E così sono arrivato a lavorare con Piovani, subendo il fascino dell'orchestra, in un'atmosfera rarefatta ma di certo piena di responsabilità enormi”.

So che hai lavorato molto per la televisione.

“Ho collaborato con i grandi maestri delle produzioni RAI, da Bruno Canfora a Pino Calvi fino a Gianni Ferrio ed ora sono tornato, faccio parte dell'orchestra di "Scommettiamo che". Mi ero allontanato dai lavori televisivi perché ti assorbono troppo. In questo mestiere bisogna cambiare spesso, anche questa scuola appena nata è un po' il segno di un cambiamento, la sentiamo molto, soprattutto perché non c'è nessun imprenditore di mezzo. Umberto Fiorentino, Massimo Moriconi (conosciuto soprattutto per essere il bassista di Mina – n.d.r.) ed io siamo stati i primi tre ad aderire; poi sono arrivati Fabio Zeppetella, Massimiliano Rosati, Maurizio Lazzaro, Stefano Micarelli e Massimo Fedeli. Eravamo stanchi di quelli che aprono le scuole di musica per fare soldi… diventeremo imprenditori a spese nostre, del resto già una battaglia l'abbiamo vinta: abbiamo ben centocinquanta allievi!”

Per tornare alle collaborazioni, arriviamo a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80...

“Come dimenticare la tournée con Eduardo de Crescenzo? Semplicemente avvincente anche per il livello del gruppo, da Mastracci a Potter fino a Iermano e Sabatini. Con lui ho fatto poi due dischi e di nuovo in tournée. Successivamente ho fondato un'etichetta - la Phrases - anche perché Roma era piena di musicisti desiderosi di dare vita a progetti interessanti, tra cui lo stesso Moriconi. E facendo un salto di cinque anni in cui il nostro ambiente ha subito una certa ‘crisi’, cito la tournée europea con Ramazzotti, 8 mesi indimenticabili, e quelle con Paola Turci, Marina Rei e Alex Baroni”.

Per arrivare all'estate scorsa...

“Si, all'incontro con i Neri per Caso, grandissimi musicisti che sanno il fatto loro e con cui è nata una bella amicizia. Tra l'altro in questo tour ho suonato per la prima volta dal vivo con Agostino Marangolo, uno dei nostri migliori batteristi, con cui avevo collaborato in sala di registrazione anni fa. Agostino è stata la mia più bella riscoperta di questi ultimi anni perché lui ha un talento infinito, il suo stile è assolutamente unico. Voglio infine citare Massimo Bottini, il bassista di questo tour, un musicista eccezionale”.


Di seguito alcune delle sue partecipazioni artistiche : NADA BOBBY SOLO DONATELLA RETTORE LA BOTTEGA DELL'ARTE Tiziana Rivale MIA MARTINI EDUARDO DE CRESCENZO JEANNE MAS PAOLA TURCI LUCA BARBAROSSA EROS RAMAZZOTTI MARINA REI ALEX BARONI . NERI PER CASO EDUARDO DE CRESCENZO BOBBY SOLO FRANCO CALIFANO SERGIO CAPUTO PINO D'ANGIO' LA BOTTEGA DELL'ARTE JEANNE MAS NINI ROSSO ROSSANA CASALE PAOLA TURCI NINO D'ANGELO TOSCA GIANNI MORANDI AMI STEWART JEAN PIERRE POSIT EROS RAMAZZOTTI MASSIMO DI CATALDO ANDREA BOCELLI MARINA REI NERI PER CASO Con i seguenti maestri per la realizzazione di musiche da film e teatrali ENNIO MORICONE NICOLA PIOVANI RITZ ORTOLANI GERMANO MAZZOCCHETTI PIERO PICCIONI TONY MIMMS PINO DONAGGIO Con il M° Pippo Caruso DOMENICA IN RAI FANTASTICO RAI GRAN PREMIO RAI UN MILIONE AL SECONDO FININVEST LA VELA D'ORO RAI SERATA D'ONORE RAI NUMERO UNO RAI LA CANZONE DEL SECOLO MEDIASET PASSO DOPPIO RAI

Con il M° Vito Tommaso L'ALTRA DOMENICA FININVEST Con il M° Bruno Canfora LOVE BOAT RAI Con il M° Roberto Pregadio LA CORRIDA MEDIASET Con il M° Danilo Vaona SCOMMETTIAMO CHE RAI Collaborazioni con i Maestri: Gianfranco Lombardi, Renato Serio, Beppe Vessicchio, Pino Calvi, Natale Massara, Collaborazioni con i musicisti: Josè Feliciano, Billy Preston, Alex Ligertwood, Dedè & Jean Paul Ceccarelli FESTIVAL SANREMO FESTIVALBAR CASTROCARO TRA MARE E STELLE 105 NIGHT EXPRESS VOTA LA VOCE UN DISCO PER L'ESTATE CONCERTO PER LA PACE (VATICANO) LA FESTA DELLA MUSICA Video "RECITAL" ALESSANDRO SAFINA per la TV americana, con il M° STEPHEN MERCURIO.

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